Quando ho cominciato a scrivere le storie di Chicca, non sapevo ancora che sarebbe diventata una collana. Sono nate quasi da sole, una dopo l'altra, ispirate a racconti che ho ascoltato da bambina in famiglia,storie di persone vere, di bambini nati negli anni Settanta, di personaggi particolari che avevano colpito la mia immaginazione. Erano storie che mi muovevano dentro qualcosa, e così ho iniziato a rielaborarle, a trasformarle, a far crescere intorno a loro un mondo tutto di fantasia.
Ho scelto Roma come ambientazione, anche se i luoghi originali erano altri per la mia simpatia verso la città, i romani, e per la mia grande passione per il cinema ambientato a Roma, Carlo Verdone su tutti. E ho scelto il dialetto romano per i dialoghi, perché amo quella parlata, quel modo di sdrammatizzare e di mettere il sorriso anche dove c'è malinconia.
Di racconti, col tempo, ne avevo scritti tanti: le storie di Chicca partono dal 1976, quando lei non ha ancora sei anni, e arriveranno fino ai giorni nostri. Così, quando ho deciso di tirarli fuori dal cassetto e di pubblicare il primo volume, ho dovuto scegliere quali dieci racconti raccontassero meglio l'inizio di questo viaggio.
E perché proprio Sandro il domatore delle onde a dare il titolo alla collana? Perché Sandro è un personaggio speciale. Chi guarda la copertina vede un uomo magro, con la barba lunga, accanto a una bambina, e il mare in tempesta,ma non immagina cosa c'è dietro. Dietro c'è una storia di affetto immenso: Sandro è un amico del papà di Chicca che vive un po' in un mondo tutto suo, quasi un bambino anche lui, eppure capace di dare un amore che tanti adulti non sanno dare. Quando va a casa di Chicca, mette sempre lei al primo posto: "Aspettate", dice ai genitori, "prima parlo con lei". Le chiede com'è andata a scuola, gioca con lei, la considera. Sandro ha quella marcia in più: ha capito che i bambini non vanno messi da parte. E proprio per questo meritava di aprire la collana lui, che, agli occhi di Chicca, compie un gesto che lo trasforma in un eroe. Ma non voglio svelare troppo.
Accanto a Sandro, in questo primo volume, ci sono altri personaggi a cui tengo molto. Sabrina, la prima amica che Chicca incontra quando arriva nel quartiere di Cinecittà.Il libro infatti inizia proprio con il trasferimento di Chicca e dei suoi genitori in un elegante condominio di Cinecittà. E poi tanti altri volti, simpatici, antipatici, dispettosi: il mondo intero visto da una bambina.
Perché è questo il cuore di tutto: lo sguardo di Chicca. Ho voluto lasciare che fosse sempre lei a guardare, a parlare con le bambole, a scoprire qualcosa di nuovo in ogni storia. Il mondo dei bambini, secondo me, va raccontato così com'è.Senza il filtro degli adulti.
Questo primo volume, che va dal 1976 al 1978, è un po' intriso di malinconia, ma anche di leggerezza e di sorrisi. I prossimi avranno arie diverse: il secondo, ambientato tra il 1978 e il 1980, sarà più spensierato e allegro. Ogni volume coprirà più o meno due anni della vita di Chicca, fino ad arrivare ai giorni nostri.
È un viaggio lungo, quello che ho in mente. E sono felice di averlo cominciato proprio con Sandro.
Vi aspetto, tra le righe.
Mayra Alvares
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